Brutti momenti per la troupe di Striscia la Notizia. Cameraman gettato in mare a Cirò Marina durante un servizio sulla pesca illegale
Tutto parte da una domanda scomoda, e finisce nel modo più violento possibile.
Un’inchiesta televisiva si trasforma in un’aggressione shock, con un cameraman gettato in mare.
È quanto accaduto durante un servizio di Striscia la notizia, impegnato a documentare la pesca illegale del novellame di sarda, noto come bianchetto.
Siamo sul lungomare di Cirò Marina, nel cuore del Crotonese, dove la troupe guidata dall’inviato Michele Macrì stava seguendo le tracce di un business sommerso, ma potentissimo.
Il bianchetto è minuscolo, quasi invisibile, ma muove milioni di euro ogni anno.
Una pesca vietata che colpisce duramente l’ecosistema marino, svuotando il futuro del mare.
Secondo l’inchiesta, tutto partirebbe da pescherecci fuorilegge, attivi di notte con reti a strascico illegali.
Il prodotto passerebbe poi per mercati paralleli, vendite porta a porta e ristoratori senza scrupoli.
Un circuito chiuso, silenzioso, che arriverebbe persino sugli scaffali della grande distribuzione.
Quando la troupe si è avvicinata al porto per chiedere spiegazioni ai pescatori coinvolti, il clima è cambiato rapidamente.
Prima sguardi tesi, poi parole dure, infine l’accerchiamento.
La situazione degenera in pochi istanti, fino all’aggressione fisica.
Uno dei cameraman viene spinto oltre la banchina, finendo in mare insieme all’attrezzatura.
Un gesto gravissimo, che segna il confine tra illegalità e violenza aperta.
Questo episodio accende i riflettori su un problema profondo, spesso ignorato, ma devastante.
Difendere il mare significa difendere il futuro, anche quando farlo comporta rischi reali.
Tu cosa ne pensi di quanto accaduto. Commenta e condividi il tuo punto di vista.
