Lorenzo Spolverato, ex concorrente del Grande Fratello, ha avviato un’azione risarcitoria nei confronti di tre donne anziane di origine genovese per alcuni commenti pubblicati sui social e ritenuti lesivi della sua reputazione. Per una delle donne vengono richiesti la cancellazione del messaggio, le scuse e un risarcimento di 2.500 euro. La difesa contesta però la richiesta e richiama il diritto di critica.
Lorenzo Spolverato e la richiesta di 2.500 euro: il caso dei commenti social finisce nelle mani dei legali
Una vicenda nata davanti alla televisione e proseguita sui social network è arrivata ora sul tavolo degli avvocati. Al centro della storia c’è Lorenzo Spolverato, ex concorrente del Grande Fratello, che ha avviato un’azione risarcitoria per diffamazione nei confronti di tre donne anziane di origine genovese.
Il caso riguarda alcuni commenti pubblicati online durante il periodo in cui Spolverato era uno dei protagonisti del reality. Espressioni che, secondo la posizione sostenuta dalla parte che assiste l’ex concorrente, avrebbero oltrepassato il confine della normale critica televisiva trasformandosi in affermazioni offensive e lesive della sua reputazione.
Una delle contestazioni riguarda in particolare un messaggio pubblicato su Facebook nel marzo del 2025, sotto un contenuto relativo al Grande Fratello.
Per quel commento è arrivata una diffida accompagnata da precise richieste: cancellazione del messaggio, formulazione di scuse e pagamento di 2.500 euro a titolo di risarcimento entro sette giorni.
La vicenda, però, presenta due posizioni nettamente differenti. La difesa di una delle donne coinvolte respinge infatti la ricostruzione secondo cui il commento configurerebbe un illecito e richiama invece il diritto di critica, sottolineando il particolare contesto nel quale quelle parole erano state pubblicate.
Lorenzo Spolverato, dai social alla richiesta di risarcimento
Lorenzo Spolverato è diventato un volto noto al pubblico televisivo grazie alla partecipazione al Grande Fratello. Come accade spesso con i protagonisti dei reality show, le sue vicende all’interno del programma hanno generato numerose discussioni tra gli spettatori, soprattutto sui social network.
Facebook e le altre piattaforme sono ormai una sorta di seconda arena per programmi di questo tipo. Mentre ciò che accade nella casa viene trasmesso in televisione, migliaia di persone commentano comportamenti, rapporti e discussioni dei concorrenti praticamente in tempo reale.
Proprio all’interno di questo scenario si colloca il caso che vede coinvolto Spolverato.
Secondo quanto emerso, l’ex concorrente ha intrapreso un’azione risarcitoria nei confronti di tre donne anziane di origine genovese per dichiarazioni pubblicate sui social e considerate denigratorie.
Non si tratta quindi semplicemente di una nuova discussione nata sul web: alcune di quelle parole sono state sottoposte all’attenzione dei legali.
Il commento Facebook risale al marzo 2025
Tra gli episodi contestati figura un commento pubblicato su Facebook nel marzo del 2025 sotto un post collegato al Grande Fratello.
Il messaggio conteneva giudizi particolarmente duri nei confronti di Lorenzo Spolverato, definito, tra le altre cose, “schifosa”, “falsa” e “cattiva” come persona.
È proprio il carattere personale delle espressioni utilizzate a essere diventato uno dei punti centrali della contestazione.
Secondo la ricostruzione della parte che assiste Spolverato, infatti, quelle parole non rappresenterebbero una semplice valutazione critica delle azioni viste durante il programma, ma avrebbero superato i limiti consentiti trasformandosi in un attacco personale gratuito.
Ed è qui che la vicenda assume una dimensione diversa rispetto alle normali polemiche tra personaggi televisivi e spettatori.
La diffida: cancellazione, scuse e 2.500 euro
Per una delle donne coinvolte è arrivata una diffida da parte dello studio legale che assiste Lorenzo Spolverato.
Le richieste formulate sono precise: eliminare il commento contestato, presentare delle scuse e versare 2.500 euro come risarcimento entro sette giorni.
La posizione della parte che rappresenta l’ex concorrente del Grande Fratello ruota attorno alla tutela dell’onore e della reputazione personale.
Essere un personaggio conosciuto, secondo questa impostazione, non significa dover accettare qualsiasi tipo di espressione pubblicata online. Esiste infatti una distinzione tra criticare un comportamento mostrato in televisione e utilizzare parole che vengono considerate direttamente offensive nei confronti della persona.
La diffusione attraverso un social network rappresenta inoltre un elemento importante della contestazione, perché il messaggio non resta confinato a una conversazione privata ma viene pubblicato su una piattaforma potenzialmente accessibile a molte altre persone.
È proprio sulla natura di quelle parole, però, che si concentra lo scontro tra le due posizioni.
La difesa di una delle donne contesta la richiesta
Una delle donne coinvolte nella vicenda è assistita dall’avvocato genovese Marco Mensi.
Il legale contesta la configurazione di un illecito civile o penale e propone una lettura differente del commento.
Secondo la linea difensiva, infatti, le parole non possono essere valutate senza tenere conto del contesto nel quale sono state pubblicate.
Quel contesto è il Grande Fratello, un programma televisivo costruito anche attorno alle reazioni degli spettatori nei confronti dei concorrenti e delle dinamiche che si sviluppano all’interno della casa.
Chi partecipa a un reality show diventa inevitabilmente oggetto di giudizi, approvazione, critiche e discussioni da parte del pubblico.
La difesa richiama quindi il diritto di critica e sostiene che il messaggio debba essere interpretato come una manifestazione di dissenso rispetto a comportamenti mostrati pubblicamente durante il programma.
Il riferimento ai comportamenti mostrati nella casa
Nella ricostruzione della difesa viene inoltre richiamato il comportamento che Spolverato avrebbe avuto nei confronti di un’altra concorrente.
Secondo questa impostazione, sarebbe stato proprio ciò che la spettatrice aveva visto durante il programma a provocare la sua reazione e il successivo commento su Facebook.
Questo aspetto diventa importante perché la difesa punta a collegare direttamente le parole pubblicate sui social alle dinamiche televisive che avevano suscitato il giudizio della spettatrice.
La questione, dunque, non riguarda soltanto la durezza delle parole utilizzate, ma anche il modo in cui devono essere interpretate alla luce del contesto.
Da una parte c’è chi sostiene che il diritto di critica non possa giustificare espressioni considerate gratuitamente offensive. Dall’altra c’è chi ritiene che il commento debba essere valutato come una reazione alle condotte mostrate pubblicamente da un concorrente di un reality.
Il confine tra critica e offesa sui social
Il caso di Lorenzo Spolverato porta così al centro una questione molto più ampia: dove finisce il diritto degli spettatori di esprimere giudizi sui protagonisti della televisione e dove comincia invece la tutela della reputazione della persona?
Il fatto che un personaggio scelga di partecipare a un programma televisivo comporta inevitabilmente una forte esposizione pubblica. Le sue parole e i suoi comportamenti vengono osservati, discussi e giudicati da un pubblico molto vasto.
Questo, però, non elimina automaticamente ogni limite nelle modalità con cui quel giudizio viene espresso.
Allo stesso tempo, stabilire quando un commento molto duro rappresenti una critica e quando invece assuma una diversa rilevanza è proprio uno dei punti sui quali le due parti della vicenda esprimono posizioni opposte.
Per questo è importante non anticipare conclusioni che, allo stato delle informazioni disponibili, non risultano definite.
Una vicenda ancora contrapposta tra due interpretazioni
Ciò che emerge al momento è quindi un confronto tra due letture molto diverse dello stesso episodio.
Lorenzo Spolverato, attraverso i suoi legali, considera alcuni commenti pubblicati sui social lesivi e denigratori e ha deciso di reagire attraverso un’azione risarcitoria.
Per una delle donne coinvolte, la richiesta comprende la cancellazione del commento, le scuse e il pagamento di 2.500 euro entro sette giorni.
Dall’altra parte, l’avvocato Marco Mensi contesta la configurazione di un illecito e richiama il diritto di critica, sostenendo la necessità di interpretare quelle parole nel contesto di un reality show e delle reazioni suscitate dalle dinamiche trasmesse in televisione.
Una storia iniziata come tante altre, con uno spettatore che commenta sui social ciò che vede sul piccolo schermo, si è quindi trasformata in una controversia che coinvolge direttamente gli avvocati.
E il punto centrale resta proprio questo: stabilire quale sia, in una situazione del genere, il confine tra una critica particolarmente aspra rivolta a un personaggio televisivo e un’espressione capace di ledere la sua reputazione.
