mercoledì , 22 Luglio 2026

Fabrizio Corona svela chi ha fornito gli audio: le accuse su Bova e Ceretti!

Le rivelazioni di Fabrizio Corona sugli audio incriminati, l’inchiesta su presunta estorsione e ricettazione e le dichiarazioni esclusive su Raoul Bova e Martina Ceretti. Ecco gli ultimi aggiornamenti!

Fabrizio Corona ha rotto il silenzio sul caso dei famigerati audio pubblicati nel suo podcast Falsissimo, che coinvolgono Raoul Bova e Martina Ceretti. Nelle ultime ore è emersa la notizia dell’apertura di un’inchiesta a Roma, con ipotesi di reati quali estorsione e ricettazione. Al momento, però, Corona non risulta indagato. L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire la provenienza degli audio chiamati “occhi spaccanti” e chiarire se effettivamente Bova sia stato oggetto di ricatto.

In risposta alle accuse, Corona ha svelato i nomi di chi gli avrebbe fornito quei messaggi vocali. Nelle sue Instagram Stories ha dichiarato di essere convinto di non aver compiuto alcun illecito, sostenendo che i file a lui trasmessi provenissero direttamente dal computer del giovane imprenditore 30enne Federico Monzino e da Martina Ceretti stessa, coinvolta nello scandalo. Ha aggiunto che i messaggi gli sono stati consegnati volontariamente, negando di averli acquisiti in modo fraudolento.

Corona ha anche condiviso uno stralcio di un atto inviato dalla polizia: secondo il documento, è stato coinvolto come persona informata sui fatti. Vi si narra che la presunta estorsione ai danni di Bova fosse legata a una richiesta di denaro, con la minaccia che, in caso negativo al pagamento, gli audio sarebbero stati diffusi. I dettagli delle indagini appaiono chiari: la Procura vuole far luce sui passaggi di questa vicenda e su chi realmente abbia maneggiato i file.

Le affermazioni di Corona evitano ogni implicazione personale: sostiene che Monzino e Ceretti, presumibilmente sotto l’effetto di sostanze, abbiano effettivamente contattato Bova chiedendo soldi in cambio della mancata pubblicazione del materiale su Falsissimo, e che tutto ciò sia avvenuto a sua completa insaputa. Insomma, li accusa di aver agito in modo autonomo, consegnandogli spontaneamente gli audio che hanno scatenato lo scandalo.

Accanto a questo, emerge anche la posizione dell’ex compagna di Corona, Rocío Muñoz Morales. Tramite il suo legale ha espresso indignazione per quanto emerso, sottolineando di non essere mai stata a conoscenza del presunto legame tra Bova e Ceretti. Ha altresì chiarito che la loro relazione non era finita, contrariamente a quanto sostenuto dal legale dell’attore.

L’articolo solleva interrogativi chiave: chi ha davvero ceduto quei messaggi? In quale contesto sono stati registrati? E soprattutto, quali saranno le conseguenze legali? La Procura va avanti con le indagini. Il rischio ruota attorno all’estorsione se verrà dimostrata la richiesta di denaro, e alla ricettazione se Corona o altri detenessero materiale ottenuto illegalmente.

Il racconto prende forma come un puzzle: ogni pezzo – le dichiarazioni di Corona, le affermazioni di Rocío, l’atto degli inquirenti – compone un quadro intricato. La tensione cresce, mentre le autorità cercano prove concrete. Corona si dichiara estraneo all’illecito e punta il dito contro Ceretti e Monzino. Ma rimangono aperte molte domande: opportunità, responsabilità, responsabilità morali al centro di un caso che promette sviluppi.

Chi merita davvero attenzione? L’accusatore o gli accusati? Spetta ora ai magistrati chiarire tutto. Nel frattempo, la scena pubblica osserva e aspetta le prossime mosse. Il mistero continua, e le responsabilità potrebbero cambiare volto man mano che emergono nuovi elementi.

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