La troupe Rai aggredita mentre documentava la strage di Capodanno: minacce, insulti e auto colpite. Ecco il resoconto dettagliato di cosa è successo
Hanno provato a zittirli. Ma i giornalisti non si fermano mai.
In Svizzera, dopo la tragica notte di Capodanno a Crans-Montana, una troupe Rai è finita nel mirino della rabbia. Aggrediti mentre cercavano solo la verità. Domenico Marocchi, volto di Uno Mattina News e La Volta Buona, stava documentando gli sviluppi sulla strage avvenuta nel locale Le Constellation, quando tutto è precipitato.
Insulti, minacce, spintoni. Tre uomini si avvicinano, urlano, offendono, poi arrivano altri. L’aria si fa tesa, irrespirabile. Marocchi e il collega Alessandro Politi di Storie Italiane vengono accerchiati. Costretti a rifugiarsi in auto, ma la furia non si placa. I vetri della macchina tremano, colpiti da mani piene di rabbia.
Non erano soli. Poco prima anche una troupe svizzera aveva subito un’aggressione simile. Segno che qualcosa, in quel luogo, sta sfuggendo al controllo. Eppure i giornalisti non si fermano. Raccontano, resistono, anche sotto attacco. Marocchi rassicura tutti: “Ora va meglio”. Ma il messaggio è chiaro: il giornalismo libero dà fastidio. E continua a far paura.
Nel frattempo, in Italia, Antonella Clerici prende la parola a È Sempre Mezzogiorno. Difende i giovani, commossa. Si oppone a chi li accusa di non aver agito durante l’incendio. La verità, quella vera, ha bisogno di spazio. E coraggio.
E tu? Cosa ne pensi? Hai fiducia nel giornalismo o credi che si stia superando il limite? Scrivilo nei commenti.
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