Morgan svela di aver lanciato Marco Mengoni e accusa il sistema musicale di averlo messo da parte. Ecco cosa ha detto.
Chi ha davvero scoperto Marco Mengoni?
Morgan alza il sipario su una verità scomoda. Davanti alle telecamere di Rai1, ospite di Nunzia De Girolamo, il cantautore non risparmia nessuno. La sua voce è un fiume in piena, e le sue parole scuotono le fondamenta del mondo musicale italiano.
A suo dire, Marco Mengoni esiste solo grazie a lui. Nessuno lo aveva mai detto, nessuno lo dice, eppure è stato Morgan a credere in quel ragazzo quando nessuno avrebbe scommesso un centesimo. Non si ferma qui. Aggiunge con forza che anche Noemi, Michele Bravi e tanti altri artisti di successo devono la loro carriera alla sua intuizione.
Ma il riconoscimento? Assente. E qui scatta la delusione. Morgan afferma che Mengoni, pur volendo, non può essere riconoscente. Perché sarebbe intrappolato in un sistema che lo circonda e lo spinge lontano da chi lo ha realmente aiutato. Una macchina perfetta, dice Morgan, che trasforma il talento in prodotto e cancella la gratitudine.
Dietro le sue parole, si legge la rabbia di un artista che si sente dimenticato. Marginalizzato. Escluso. Nonostante successi internazionali, come un documentario le cui musiche, firmate proprio da lui, hanno vinto 47 premi in giro per il mondo. Nessuno in Italia ne ha parlato. Nessuno gli ha dato il merito.
E poi la stoccata finale. A Jovanotti. Morgan lo prende come esempio di ciò che lui non è mai riuscito a diventare: un artista capace di adattarsi a ogni epoca, ogni tendenza. Lo definisce furbo, trasformista. E confessa che, se potesse rinascere, vorrebbe essere lui. Ma solo per fargli fare musica migliore. Più intelligente.
Un attacco al sistema. Un grido d’orgoglio. E una voglia disperata di riconoscimento.
Che ne pensi? Morgan ha ragione o sta solo cercando attenzione? Diccelo nei commenti.
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