Una frase sui social riguardante i cosidetti “maranza” scatena la bufera: la comunicazione pungente di Ryanair stavolta divide e fa discutere. Ecco cosa è successo davvero.
Cosa succede quando una battuta sui social scatena una bufera mediatica? È quello che sta vivendo Ryanair Italia, che con una sola frase ha acceso il dibattito online.
La compagnia low cost è nota per la sua comunicazione pungente e ironica. Frasi come “il tuo bagaglio non è piccolo, è ottimista” o “più facile prendere un volo e trasferirsi che fare lo Spid” hanno divertito per mesi il pubblico. Ma stavolta l’ironia ha fatto un volo decisamente troppo rischioso.
Tutto è partito da un post che diceva: “Ci riserviamo il diritto di non servire chi indossa tute da maranza”, con l’aggiunta provocatoria “Facciamo noi le regole”. Un contenuto pubblicato su Instagram e X che ha sollevato un’ondata di critiche.
Il termine “maranza”, già usato negli anni ’80 a Milano per indicare ragazzi con abbigliamento appariscente e modi vistosi, oggi viene spesso associato a giovani migranti nordafricani. E così, da una battuta sul look, si è passati all’accusa di discriminazione. Il messaggio è stato letto da molti come un attacco velato a una categoria di persone. Non agli abiti, ma a chi li indossa.
Sotto al post si è scatenata una vera e propria tempesta. C’è chi ha commentato indignato: “Avete esagerato, preparatevi al fallimento”. Chi ha ricordato che “se pago mi servite e pure veloci”. E chi ha sottolineato “quanta frustrazione per due tute e due cappelli”.
Altri, purtroppo, hanno colto l’occasione per riversare insulti razzisti. E nel frattempo, Ryanair? Nessuna risposta ufficiale. Nessuna rettifica. Il post è ancora lì, visibile a tutti.
La compagnia voleva colpire con una battuta tagliente. Ma ha finito per dividere, offendere e infiammare i social. Stavolta la leggerezza comunicativa si è trasformata in un boomerang.
E tu da che parte stai? Ironia spinta o discriminazione travestita? Diccelo nei commenti.
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