venerdì , 16 Ottobre 2026

Fabrizio Corona finisce nei guai: senza patente, tenta di sfuggire ai carabinieri e viene denunciato

Fabrizio Corona torna al centro della cronaca per un episodio avvenuto a Milano. Secondo quanto riportato, l’ex re dei paparazzi avrebbe tentato di sottrarsi a un controllo dei carabinieri mentre si trovava alla guida senza patente. Dopo essere stato fermato, sarebbe scattata una denuncia. Ecco cosa emerge dalla vicenda, quali sono gli aspetti da chiarire e perché l’episodio ha attirato nuovamente l’attenzione sul suo nome.

Fabrizio Corona denunciato a Milano: non si ferma ai carabinieri, guida senza patente e finisce nei guai

Una notte movimentata nel cuore di Milano, un controllo dei carabinieri e una fuga durata circa 700 metri. Al centro dell’episodio c’è Fabrizio Corona, l’ex re dei paparazzi, nuovamente protagonista di una vicenda giudiziaria che rischia di complicare ulteriormente la sua situazione.

Nella notte tra mercoledì 14 e giovedì 15 ottobre 2026, Corona è stato fermato dai militari dell’Arma dopo aver ignorato un ordine di arrestare la marcia. Alla guida di un Range Rover Velar, il 52enne avrebbe accelerato anziché fermarsi, proseguendo per alcune centinaia di metri prima di essere raggiunto dalla pattuglia.

Ma la vicenda non si è conclusa con un semplice controllo stradale. Gli accertamenti hanno infatti portato alla luce due circostanze importanti: Corona era senza patente e il veicolo risultava già sottoposto a fermo amministrativo.

Il risultato è stato una denuncia per guida senza patente e fuga pericolosa, oltre al sequestro giudiziario del SUV.

Fabrizio Corona non si ferma all’alt dei carabinieri: cosa è successo a Milano

Tutto è accaduto durante la notte, mentre una pattuglia dei carabinieri era impegnata nei controlli sulle strade milanesi.

I militari hanno intimato l’alt al veicolo guidato da Fabrizio Corona, ma la risposta dell’ex fotografo non sarebbe stata quella prevista. Anziché interrompere la marcia e consentire le verifiche, Corona avrebbe accelerato, continuando a guidare.

Una decisione che ha immediatamente trasformato un normale controllo in un intervento ben più delicato.

Secondo la ricostruzione riportata, la fuga è proseguita per circa 700 metri. La pattuglia ha seguito il SUV fino a raggiungerlo nella zona di corso Sempione, una delle aree più conosciute di Milano.

La corsa si è conclusa precisamente all’angolo tra via Moscati e corso Sempione, dove il conducente ha infine fermato il mezzo.

Non vengono indicati incidenti, persone ferite o danni provocati durante quei 700 metri. È quindi importante distinguere ciò che risulta dalla ricostruzione da eventuali conseguenze che non sono state documentate.

Resta comunque il fatto che Corona non avrebbe rispettato l’ordine dei militari, dando origine all’inseguimento.

Corona alla guida senza patente: la scoperta dopo il fermo

I controlli dei militari e la denuncia

Una volta raggiunto il Range Rover Velar, i carabinieri hanno proceduto con gli accertamenti sul conducente e sul veicolo.

È stato proprio durante queste verifiche che è emerso uno degli aspetti centrali della vicenda: Fabrizio Corona era sprovvisto di patente di guida.

La circostanza ha aggravato il quadro dell’intervento, perché al mancato rispetto dell’alt si è aggiunta la contestazione relativa alla guida senza patente.

Secondo quanto riferito, Corona è stato denunciato per entrambe le condotte: guida senza patente e fuga pericolosa.

Per quest’ultima viene richiamato l’articolo 192, comma 7-bis, del Codice della strada, che riguarda specifiche violazioni dell’obbligo di fermarsi all’alt delle forze dell’ordine.

La denuncia, naturalmente, non equivale a una condanna. Saranno gli eventuali successivi passaggi giudiziari a definire le responsabilità e le conseguenze previste dalla legge.

Al momento, nella ricostruzione disponibile non vengono riportate dichiarazioni di Corona sull’accaduto né una sua versione dei fatti.

Il Range Rover Velar era già sottoposto a fermo amministrativo

Perché è scattato il sequestro giudiziario del SUV

La situazione si è complicata ulteriormente quando i carabinieri hanno verificato la posizione amministrativa dell’automobile.

Il Range Rover Velar guidato da Corona, infatti, risultava già sottoposto a fermo amministrativo.

Si tratta di un dettaglio tutt’altro che secondario, perché un veicolo sottoposto a questa misura è soggetto a specifiche limitazioni alla circolazione.

La presenza del fermo amministrativo, emersa durante gli accertamenti, ha portato anche al sequestro giudiziario del SUV.

In pochi minuti, dunque, quello che inizialmente poteva essere un controllo di routine si è trasformato in una vicenda con diverse conseguenze per il 52enne.

Da una parte la denuncia per le condotte contestate durante la guida, dall’altra il provvedimento riguardante l’automobile.

Non sono stati specificati ulteriori dettagli sulle ragioni del precedente fermo amministrativo. Non è quindi possibile stabilire, sulla base delle informazioni disponibili, quale situazione avesse originariamente determinato quel provvedimento.

Fabrizio Corona, un nuovo episodio giudiziario in un periodo già complicato

La vicenda milanese arriva in una fase in cui Fabrizio Corona è già coinvolto in un altro importante confronto legale, questa volta con Mediaset.

Negli ultimi mesi, infatti, l’ex re dei paparazzi ha attirato l’attenzione per i contenuti pubblicati attraverso il suo progetto Falsissimo, utilizzato per diffondere dichiarazioni e accuse riguardanti diversi protagonisti della televisione italiana.

Le sue iniziative hanno provocato reazioni e contestazioni, fino all’avvio di una causa civile particolarmente rilevante sul piano economico.

Il gruppo Mediaset ha infatti chiesto a Corona un risarcimento di 160 milioni di euro.

Una cifra che rende evidente la portata del contenzioso, pur trattandosi di una richiesta risarcitoria e non di una somma già riconosciuta da un tribunale.

La causa Mediaset da 160 milioni di euro

La controversia nasce dai contenuti diffusi da Corona e dalle affermazioni che hanno coinvolto personaggi molto conosciuti del mondo televisivo.

Tra i nomi associati al contenzioso figurano Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui.

Si tratta di volti centrali della televisione commerciale italiana, alcuni dei quali sono da anni legati alle principali trasmissioni delle reti Mediaset.

Il confronto legale riguarda dichiarazioni e accuse che Corona ha reso pubbliche attraverso Falsissimo, mettendo in discussione comportamenti personali e meccanismi interni al settore televisivo.

È importante precisare che le affermazioni di Corona costituiscono accuse e ricostruzioni da lui proposte, non fatti automaticamente accertati.

La causa civile rappresenta quindi un capitolo distinto rispetto alla denuncia arrivata dopo il controllo stradale a Milano.

I due episodi non risultano collegati tra loro, ma contribuiscono a delineare un periodo caratterizzato da numerose controversie per l’ex fotografo.

Le accuse di Corona ad Alfonso Signorini e ai personaggi della televisione

Le dichiarazioni diffuse attraverso Falsissimo

Una delle vicende che hanno maggiormente alimentato il confronto tra Corona e il mondo televisivo riguarda Alfonso Signorini, noto conduttore e giornalista.

Corona aveva rivolto a Signorini accuse relative a presunti favori intimi richiesti ad aspiranti concorrenti del Grande Fratello, in cambio della possibilità di partecipare al reality.

Sono accuse attribuite a Corona e non devono essere considerate dimostrate per il solo fatto di essere state diffuse pubblicamente.

Successivamente, l’ex re dei paparazzi ha esteso le proprie dichiarazioni ad altri protagonisti della televisione e a figure legate alla famiglia Berlusconi.

Tra i nomi chiamati in causa figurano Gerry Scotti, Samira Lui, Pier Silvio Berlusconi, Marina Berlusconi, Maria De Filippi e Silvia Toffanin.

Al centro delle sue affermazioni c’era la presunta esistenza di meccanismi poco trasparenti nella gestione di alcuni aspetti del sistema televisivo.

Le dichiarazioni hanno contribuito ad alimentare una controversia che si è poi spostata anche sul piano giudiziario, con la richiesta di risarcimento avanzata da Mediaset.

Dalla controversia con Mediaset alla denuncia a Milano: due vicende distinte

È necessario tenere separati i due fronti.

Da una parte esiste il contenzioso civile legato ai contenuti di Falsissimo, alle dichiarazioni di Corona e alle contestazioni mosse da Mediaset.

Dall’altra c’è l’episodio stradale della notte tra il 14 e il 15 ottobre, che riguarda il mancato rispetto dell’alt dei carabinieri, la guida senza patente e la situazione amministrativa del Range Rover Velar.

La denuncia arrivata a Milano non rappresenta uno sviluppo della causa Mediaset e non risulta direttamente collegata a quel procedimento.

Sono questioni differenti, con presupposti e possibili conseguenze diverse.

Il loro elemento comune è la figura di Fabrizio Corona, da anni protagonista di un rapporto complesso con la cronaca giudiziaria e con l’attenzione dei mezzi di comunicazione.

Cosa succede adesso dopo la denuncia di Fabrizio Corona?

Per quanto riguarda l’episodio milanese, i fatti attualmente conosciuti si fermano alla denuncia e al sequestro del veicolo.

Non risultano indicati ulteriori provvedimenti successivi, né vengono riportate decisioni giudiziarie definitive sulle contestazioni.

Resta da capire come evolverà la vicenda e quali saranno gli eventuali passaggi davanti all’autorità giudiziaria.

Nel frattempo, l’episodio aggiunge un nuovo capitolo alla cronaca che circonda l’ex re dei paparazzi.

La sequenza degli avvenimenti è chiara nei suoi elementi principali: un alt non rispettato, circa 700 metri percorsi prima del fermo, la scoperta della mancanza della patente e un’automobile già sottoposta a fermo amministrativo.

Una notte che si è conclusa con una denuncia e con il sequestro del SUV, mentre sullo sfondo resta aperta anche la complessa controversia civile con Mediaset.

Per Fabrizio Corona, dunque, si apre un’altra questione da affrontare sul piano legale. E questa volta non sono le sue dichiarazioni pubbliche a essere al centro della notizia, ma quanto accaduto sulle strade di Milano.

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