Fabrizio Corona colpisce ancora. La storia assurda di come l’avvocato Massimo Lovati è stato “etichettato” Gerry la Rana e come quel nome è esploso sui social in forma di canzone‑meme virale.
Chi è Gerry la Rana? E come ha fatto un nome inventato a diventare un tormentone virale?
Tutto parte da una scena surreale: Fabrizio Corona, in uno dei suoi momenti più provocatori, convince l’avvocato Massimo Lovati a lasciarsi andare. Come? Dicendogli che sembra “Gerry la Rana”, un improbabile personaggio dei cartoni animati. La motivazione? La sua “r” arrotata, che lo renderebbe perfetto per un ruolo da cartoon.
Lovati, tra qualche bicchiere di vino e un clima da finta goliardia, abbocca. Si sente parte di un fantomatico serial ideato da Corona. E inizia a parlare. Parla di magistrati, del caso Garlasco, persino di Yara Gambirasio. Tutto registrato. Tutto diffuso.
Ma la vera sorpresa arriva dopo. Quel nome, “Gerry la Rana”, diventa un fenomeno. Qualcuno lo trasforma in un audio, poi in un remix, infine in una vera e propria canzone. Una hit virale che impazza su TikTok, Instagram, YouTube. Meme, parodie, clip musicali: la voce di Lovati viene loopata, trasformata, remixata. Il personaggio inesistente diventa icona trash.
I video si moltiplicano. Le persone lo ballano, lo cantano, lo commentano. Gerry la Rana non è più solo uno sfottò: è diventato un simbolo pop, un contenuto condivisibile, un tormentone capace di travolgere anche chi non sa nulla del caso originale.
È la forza del web: trasforma il ridicolo in virale, l’assurdo in spettacolo. E adesso, Gerry la Rana è ovunque.
Ma tu che ne pensi? È solo satira? Una forma di esorcismo collettivo? O stiamo andando troppo oltre? Scrivilo nei commenti.
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