martedì , 21 Aprile 2026

Bufera legale per Fedez: l’uomo di Trump lo trascina in tribunale

Paolo Zampolli, amico storico di Trump, querela Fedez e Mr. Marra per diffamazione aggravata dopo il Pulp Podcast sugli Epstein files. Risarcimento richiesto da 5 milioni di euro.

Cinque milioni di euro. È la cifra che Paolo Zampolli, imprenditore italoamericano da decenni legato a Donald Trump, chiede a Fedez e al creator Mr. Marra attraverso una querela per diffamazione aggravata depositata a Milano. Il motivo è una puntata del Pulp Podcast dedicata agli Epstein files che, secondo Zampolli, avrebbe costruito attorno alla sua figura un ritratto falso e gravemente lesivo della sua reputazione.

Chi è Paolo Zampolli e perché è finito al centro della polemica

Paolo Zampolli è un imprenditore di origine italiana, fondatore dell’agenzia di management ID Model Management, figura da lungo tempo inserita nei circoli più esclusivi della politica e degli affari americani. Il suo legame con Donald Trump è pubblico e risalente: Trump lo ha nominato “rappresentante speciale per le partnership globali”, un incarico che testimonia la solidità del loro rapporto. Zampolli è noto anche per aver fatto da tramite nella conoscenza tra Melania Knauss e Trump alla fine degli anni ’90 — un dettaglio destinato a diventare centrale nel caso legale in corso.

Il Pulp Podcast, gli Epstein files e le dichiarazioni incriminate

La scintilla che ha innescato la querela è una puntata del Pulp Podcast, il format condotto da Fedez e Mr. Marra, dedicata alla ricostruzione degli Epstein files. Nel corso della puntata Fedez, citando dichiarazioni di Fabrizio Corona, afferma che Zampolli avrebbe avuto un ruolo nel presentare alcune persone a Trump e nel far conoscere Melania al futuro presidente, aggiungendo che “sarebbe interessante approfondire cosa c’è negli Epstein files riguardo a Zampolli”. Sul profilo Instagram del podcast era stato pubblicato anche un post che lo definiva “intoccabile” e lo associava a dinamiche di potere legate allo scandalo internazionale.

I dettagli della querela: accuse respinte punto per punto

La querela, depositata dall’avvocato Maurizio Miculan, si sviluppa in sei pagine. Al centro ci sono due contestazioni principali. La prima riguarda l’associazione di Zampolli allo scandalo Epstein, con l’attribuzione di un presunto “grave coinvolgimento” che l’imprenditore considera del tutto privo di fondamento. La seconda riguarda la tesi che questo presunto ruolo gli avrebbe garantito una posizione di privilegio nell’orbita del potere americano.

“Non c’è nulla di peggio di questa accusa”

Zampolli ha parlato chiaro: dichiara di avere con Trump “un rapporto pluriennale di solida e fraterna amicizia” e sottolinea che per chi ricopre incarichi di rilievo istituzionale “non c’è nulla di peggio che venire accusati di un grave coinvolgimento nel caso Epstein”. Definisce le dichiarazioni di Fabrizio Corona — indicato come fonte nel podcast — prive di credibilità, trattandosi di un personaggio “noto per numerosi casi scandalistici”. Il suo legale ha qualificato le affermazioni del podcast come false e gravemente diffamatorie.

Il caso Amanda Ungaro

A rendere ancora più complessa la vicenda c’è un secondo fronte: quello della ex compagna di Zampolli, Amanda Ungaro, brasiliana e madre di suo figlio, arrestata in Florida per frode. Secondo un’inchiesta del New York Times, Zampolli si sarebbe rivolto a un funzionario dell’ICE per influire sulla situazione detentiva della donna, con l’obiettivo di ottenere la custodia del figlio. Zampolli ha smentito con decisione questa ricostruzione, affermando di aver chiesto solo informazioni per preoccupazione legata al benessere del bambino, e definendo l’articolo del quotidiano americano un attacco strumentale alla politica di Trump.

La difesa di Fedez: “Solo cronaca, nessun commento personale”

Gli avvocati di Fedez, Gabriele Minniti e Andrea Pietrolucci, hanno risposto in modo netto: il rapper “si è limitato a esercitare il diritto di cronaca, riportando fedelmente i contenuti tratti da documenti pubblici e le dichiarazioni altrui senza alcun commento personale”. La difesa punta sulla correttezza del metodo giornalistico adottato e sulla totale assenza di elementi diffamatori, esprimendo piena fiducia nell’esito di ogni eventuale procedimento.

Una battaglia che va oltre il tribunale

Il caso Zampolli contro Fedez e Mr. Marra è molto più di una disputa legale tra privati. Mette di fronte mondi lontanissimi: da un lato il potere globale che ruota attorno alla Casa Bianca, dall’altro la nuova informazione digitale italiana fatta di podcast, social media e creator. La richiesta di cinque milioni di euro è una cifra chiaramente anche simbolica, pensata per segnalare con forza la gravità percepita delle accuse e per scoraggiare simili narazioni in futuro. Il procedimento penale seguirà ora il suo corso davanti alla magistratura milanese, ma il dibattito pubblico è già esploso.

Con gli Epstein files ancora al centro del dibattito internazionale e l’Italia sempre più coinvolta in vicende che intrecciano potere, media e libertà di informazione, questo caso rischia di diventare un precedente importante. Tra diritto di cronaca e tutela della reputazione, il confine è sottile — e spesso lo decide un giudice.

E tu cosa pensi? Fedez ha fatto bene a portare questo tema all’attenzione dell’opinione pubblica italiana, o ha esagerato? Dì la tua nei commenti.

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