Sara Pedri è la ginecologa di Forlì scomparsa lo scorso 4 marzo. Di lei non si sono avute più notizie, tranne per quanto riguarda il ritrovamento della sua auto. Ora, però, sono emersi ulteriori dettagli in merito ad alcuni messaggi inviati da Sara nel periodo precedente alla sua scomparsa. Ecco che cosa è successo.
Sara Pedri: i messaggi della ginecologa prima della scomparsa!
Come purtroppo si era già intuito da diverso tempo, probabilmente la ginecologa Sara Pedri si è tolta la vita. La dottoressa, scomparsa dal 4 marzo 2021, ha fatto completamente perdere le sue tracce ma è stata ritrovata la sua auto sul ponte che attraversa il torrente Noce. Si tratta di un luogo noto per i suicidi e, come affermato da sua sorella, è molto probabile che Sara Pedri non sia più riuscita a reggere le angherie e gli insulti che le venivano rivolti sul posto di lavoro. Già dal mese di giugno l’avvocato Nicodemo Gentile ha presentato una memoria in procura in cui viene evidenziato che Sara veniva ripetutamente vessata sul posto di lavoro. Inizialmente le indagini non hanno portato ad un’evidenza tra ciò che succedeva nel reparto di ginecologia di Trento e la scomparsa di Sara Pedri. Il caso però è esploso tanto che a luglio il direttore sanitario si è dimesso. I carabinieri del Nas hanno poi ipotizzato il reato di maltrattamenti, rivelando che ben 14 persone tra medici e infermieri avrebbero subito le stesse vessazioni di Sara. Ora quelle persone vorrebbero parlare e raccontare ciò che realmente succedeva in ospedale. Intanto sono stati resi pubblici alcuni messaggi inviati da Sara Pedri prima della scomparsa. Il legale ha evidenziato che queste comunicazioni dimostrano come per Sara non ci fosse altro motivo per togliersi la vita se non il mobbing. All’interno degli sms, la ginecologa dice di essere lasciata sola, di non sentirsi mai all’altezza e di essere terrorizzata. Poi, ammette di essere andata in crisi perché costretta a lavorare 12 ore al giorno e racconta come le sia stato consigliato di non lamentarsi.
Sara Pedri: le dichiarazioni della sorella!
Negli altri messaggi, è evidente la sofferenza di Sara Pedri che dice di trovarsi in un mondo completamente diverso rispetto a quello a cui era abituata a Catanzaro, dove lavorava. La ginecologa parla anche del terrore di nuocere agli altri e, alla fine, sottolinea di non farcela più. Secondo l’avvocato Nicodemo Gentile, è dunque evidente che Sara fosse sottoposta ad un enorme stress da parte della struttura sanitaria e, per questa ragione, si è tolta la vita. A Repubblica, ha parlato proprio la sorella di Sara. Quest’ultima ha dichiarato che il clima di omertà sta crollando dopo che un’altra sanitaria, che ha lavorato nello stesso reparto, ha rivelato di avere incubi ancora oggi e che sembrava di vivere ai tempi dell’Inquisizione. La sorella della Pedri ha raccontato la sua sofferenza. Nel periodo in ospedale a Trento aveva perso circa 8 kg, e aveva iniziato a sentirsi incapace poiché il primario e la sua vice, adesso indagati per maltrattamenti, le facevano credere che se non fosse stata capace di lavorare lì, non ci sarebbe riuscita da nessun’altra parte. La sorella ha anche rivelato che, ad un certo punto, Sara fu costretta a lavorare in un consultorio per dare farmaci, in quanto non all’altezza per altri ruoli. Emanuela Pedri ha poi spiegato che bisogna parlare dell’argomento e sensibilizzare, perché sua sorella non è una persona scomparsa, ma si trova nel torrente Noce priva di vita. Secondo la 45enne è necessario dare un valore a questo gesto estremo, altrimenti sarebbe tutto vanificato. Emanuela ha poi dichiarato che il dolore è un lusso che al momento la famiglia non può concedersi, per andare avanti nella battaglia per la verità. Al momento, però, la più grande certezza dei parenti di Sara è che lei potesse essere salvata. Con le testimonianze di chi aveva lavorato in quel reparto, si potrebbe però essere arrivati ad una svolta. Voi che ne pensate? Avete seguito il caso e che idea vi siete fatti? A voi i commenti!
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