Saman Abbas: Un Video Incastra lo Zio. Si Cerca Il Corpo!

Nuove indiscrezioni sulla tragedia che ha colpito Saman Abbas, la ragazza di origine pakistana che si era opposta in famiglia a un matrimonio combinato dallo zio che avrebbe pianificato il delitto. Ora è caccia all’uomo. Ecco gli ultimi aggiornamenti.

E’ caccia a Danish Hasnain, lo zio della giovane Saman Abbas strangolata perché si era opposta a un matrimonio combinato. L’uomo di 33 anni e temuto da tutti in famiglia, è accusato dalla Procura di avere ammazzato Saman, nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio. E’ scappato, Danish dopo le accuse dei familiari. Con ogni probabilità si trova in Francia, più difficile che sia arrivato in Svizzera o in Spagna. Ma è soltanto questione di tempo, non ha scampo, dicono gli investigatori. Braccato, Hasnain non ha la possibilità di usare un cellulare ed è senza automobile. La numerosa famiglia di Saman si era trasferita a Novellara, nel Reggiano, per lavorare in campagna.

Gli inquirenti stanno cercando di riscostruire passo dopo passo questa assurda tragedia. Saman era una giovane ragazza che cercava di costruire per se una vita migliore. Nata e cresciuta in una famiglia pakistana di stampo patriarcale, la ragazza aveva sempre cercato di opporsi a quelle regole così ferree di una cultura troppo maschilista da cui cercava, invano, di allontanarsi.

Aveva disconosciuto i precetti dell’Islam, Saman. Di questo l’aveva accusato lo zio che mal sopportava il modo di fare ” troppo occidentale” a suo dire, che la nipote aveva assunto. La ragazza si era ribellata alla famiglia che aveva organizzato per lei un matrimonio combinato. Ma Saman aveva già un fidanzato, un bravo ragazzo con cui progettava già il suo futuro.

Ed è proprio al suo fidanzato che Saman invia l’ultimo messaggio, alle 23:30 del 30 aprile con un telefono utilizzato di nascosto. Poi una lite furiosa con i genitori, la fuga della giovane e l’intervento dello zio Danish. Di lì a poco la tragedia. Danish Hasnain viene descritto da tutti come un uomo violento, capace di terrorizzare chiunque entrasse in contatto con lui. Il fratello della giovane dice che è stato lo zio ad assassinare la ragazza. Anche per i carabinieri e per la Procura di Reggio Emilia, Saman è stata assassinata e molto probabilmente dallo zio su istigazione del papà Shabbar Abbas e della mamma Nazia Shaheen.

La diciottenne voleva fuggire via da quella famiglia troppo severa. Non voleva contrarre le nozze con un parente che non aveva mai nemmeno visto. Il 10 maggio due cugini della ragazza vengono fermati in provincia di Imperia e oggi sono indagati insieme anche ai genitori di Saman che sono rientrati furtivamente in Pakistan. Fermato anche il fratello minore della vittima, ora collocato in una comunità protetta. Il ragazzo ha cominciato a parlare con gli investigatori e ha fornito la sua versione dei fatti che sembra molto attendibile. Il minorenne ha accusato lo zio di aver strangolato la sorella e ha fatto una dichiarazione scioccante. Secondo il giovane infatti, lo zio avrebbe confessato proprio a lui di aver commesso l’omicidio.

La procuratrice Isabella Chiesi si dice speranzosa di ritrovare Hasnain che dovrebbe essere nascosto ancora in Europa. Con il Pakistan invece non sono state attivate rogatorie. Nel frattempo, nei prossimi giorni a Novellara continueranno le indagini con l’utilizzo anche di strumenti sofisticati come un elettromagnetometro utile a rintracciare corpi sepolti. Dalle immagini di una telecamera di videosorveglianza e risalenti allo scorso 29 aprile, si vedono tre persone poi identificate nello zio e nei due cugini di Saman, allontanarsi con pale, secchio e un piede di porco.

Si crede che l’omicidio sia stato programmato già in precedenza. Infatti, qualche mese prima del tragico evento, la giovane aveva denunciato i genitori rifiutando il progetto matrimoniale che avevano in mente per lei. Al tempo era ancora minorenne per cui era stata allontanata e protetta. Ad aprile è rientrata però in casa per recuperare dei documenti e qualche giorno dopo è ancora di nuovo alla stazione dei carabinieri per denunciare la famiglia che non voleva restituirle i documenti.

Il 5 maggio, i militari si sono recati nella casa di Saman per parlare con lo zio e il fratello minore. Poi con il fidanzato della ragazza, l’ultimo ad averla sentita. Il racconto del fratello fa un po’ di ordine in questo caso misterioso. Il giovane racconta che la sorella ha tentato il 30 aprile per l’ennesima volta la fuga da casa. Il padre ha allora chiamato lo zio perchè la recuperasse anche contro la sua volontà. Hasnain rientra a casa e comunica al fratello che è tutto sistemato ma di Saman non c’è traccia. A incastrare Danish un messaggio che ha scritto in chat e in cui si dice soddisfatto per aver fatto un buon lavoro. Le sue parole secondo gli inquirenti rappresentano già una confessione. In attesa di ulteriori aggiornamenti, la caccia all’uomo è aperta.

State seguendo questa vicenda? Cosa pensate di questo caso? A voi i commenti.

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